“Non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà”
Zygmunt Bauman
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La Psicoterapia Psicoanalitica è un percorso di esplorazione e conoscenza della propria vita interiore. Attraverso il lavoro analitico è possibile avvicinarsi alle radici delle difficoltà che si presentano, comprenderne il significato e riconoscere ciò che, spesso al di là della consapevolezza, orienta i nostri sentimenti, i nostri comportamenti e le nostre relazioni.
L’inconscio non è soltanto ciò che sfugge alla nostra coscienza, ma anche una forza interiore che può influire profondamente sul modo in cui viviamo e sulle possibilità che sentiamo di avere. Conoscerlo significa quindi poter ritrovare quei collegamenti che, nel tempo, si sono perduti o che non sono mai stati pienamente pensati: tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo, tra la nostra storia e il presente, tra i desideri e le scelte.
Il lavoro terapeutico si svolge in un contesto di sicurezza e riservatezza, nel quale ciò che accade nella propria esperienza può essere osservato senza giudizio. Il passato ha certamente un ruolo importante, ma il lavoro riguarda anche e soprattutto il “qui e ora”: il modo in cui oggi viviamo le relazioni, affrontiamo le difficoltà, reagiamo agli eventi e diamo significato a ciò che ci accade.
La consapevolezza non è quindi soltanto comprendere razionalmente ciò che ci succede. È un processo più profondo, attraverso il quale diventa possibile riconoscere i propri modelli interiori, affrontare i conflitti e sviluppare una maggiore libertà nelle proprie scelte e nelle proprie relazioni.
Chi più conosce, più è libero. Non perché conoscere significhi poter controllare ogni cosa, ma perché ciò che diventa pensabile può smettere, almeno in parte, di agire nell’ombra.
È un’idea che trova una particolare consonanza nel pensiero di Julia Kristeva, per la quale la libertà, nell’esperienza analitica, passa anche dalla possibilità di ricreare la propria interiorità. La psicoanalisi può così diventare non soltanto un modo per comprendere ciò che è stato, ma uno spazio nel quale poter trasformare il proprio rapporto con la propria storia e con se stessi.
L’inizio del percorso
Si arriva in analisi per molte ragioni: una sofferenza, una difficoltà, qualcosa che si ripete, una relazione che non si riesce più a comprendere, oppure una domanda che da soli non si riesce più a mettere a fuoco.
I primi colloqui servono ad ascoltare questa domanda e a comprendere se, tra analista e paziente, può nascere un campo comune nel quale lavorare insieme.
Il primo incontro non è un colloquio “conoscitivo”: fin dall’inizio si è già dentro il lavoro, non prima di esso.
Propongo comunque sempre una breve telefonata preliminare, utile a organizzare il primo appuntamento e a rispondere a eventuali domande prima di cominciare.
Il primo incontro non è quindi una prova della terapia: ne è già l’inizio. È un cominciare, un entrare nel lavoro. Non a caso, il latino initium è legato a inire, “entrare dentro”: l’inizio porta già con sé l’idea di un movimento verso l’interno, verso ciò che ancora non è stato pienamente pensato o compreso.
È questo, in fondo, ciò che accade quando si intraprende una terapia: dare inizio a un percorso significa cominciare ad andare verso ciò che conta.
Anche in questo senso, il pensiero di Kristeva sull’esperienza analitica come possibilità di un nuovo inizio offre una prospettiva particolarmente significativa: non si tratta semplicemente di cancellare il passato, ma di poterlo guardare diversamente, affinché diventi possibile aprire nuove possibilità nel presente.
La frequenza delle sedute viene concordata tenendo conto delle necessità della cura e delle possibilità della persona.
Nel dettaglio mi occupo di:
Analisi del profondo
Ansia
Depressione
Gestione dello stress
Insonnia
Crisi di coppia ed esistenziali
Difficoltà sessuali
Problemi relazionali
Burnout
Violenza fisica e psicologica
Autostima
Cambiamenti di vita e professionali
Identità di genere
Separazione e divorzio
Dipendenza affettiva
Psicosomatica
EMDR
Superamento dei traumi
Elaborazione del lutto
Ho approfondito la mia concezione della psicoanalisi, della relazione terapeutica e del lavoro clinico in un sito dedicato a questi temi: dellaipsicoanalisi.it

La neuropsicologia può essere una risposta adeguata qualora si notino delle delle difficoltà nella memoria, nell’attenzione, nel linguaggio e nell’agire quotidiano e si articola di fatto in alcuni training cognitivi studiati ad hoc per ogni singola persona. È un supporto che, qualora si renda necessario, sa procedere in sinergia con l’attività degli altri medici specialisti e delle eventuali attività logopediche.
Si propongono quindi degli interventi neuropsicologici e di sostegno psicologico PER ADULTI con Rallentamenti Cognitivi a seguito di un Trauma cranico o all’insorgere di una Demenza.
La Riabilitazione Neuropsicologica può impedire o almeno rallentare il decadimento cognitivo in atto con tutte le conseguenze pratiche che questo comporta (graduale perdita dell’autonomia, disorientamento, affidamento h24 a persone o strutture assistenziali).
Nel quadro della valutazione neuropsicologica vengono anche misurate le abilità alla guida dei veicoli.
